Aggiornato a giugno 2026
In breve: il corso DPI 3ª categoria è composto da formazione e addestramento pratico, obbligatori per chi utilizza dispositivi anticaduta nei lavori in quota (D.Lgs. 81/08, art. 77).
È sempre obbligatorio, anche per un uso occasionale, e comprende una prova pratica di recupero dell’operatore sospeso. Va aggiornato almeno ogni 5 anni, o prima in caso di cambio mansione, nuovi DPI o nuove procedure.
Comprare imbracature, cordini e dissipatori conformi non basta: per i DPI di terza categoria, cioè quelli che proteggono da rischi di morte o lesioni gravi, la legge richiede anche l’addestramento pratico di chi li utilizza.
È un obbligo distinto dall’acquisto, che molte aziende scoprono solo dopo un’ispezione o un infortunio.
Senza un corso documentato, l’azienda rischia sanzioni penali e amministrative, sospensione dell’attività e una responsabilità più pesante in caso di incidente: aver comprato il DPI giusto non basta, se non si dimostra che il lavoratore sapeva usarlo in una situazione critica.
Cosa prevede la normativa sulla formazione DPI 3ª categoria?
L’art. 77 del D.Lgs. 81/08 disciplina gli obblighi del datore di lavoro sui DPI. Il comma 4, lettera h) impone una formazione adeguata e, se necessario, uno specifico addestramento sull’uso pratico dei dispositivi. Il comma 5 va oltre: per i DPI di terza categoria l’addestramento non è mai facoltativo, indipendentemente da quanto spesso il dispositivo venga usato.
Tre livelli, spesso confusi tra loro:
- informazione, conoscenze di base sui rischi (es. caduta dall’alto);
- formazione, il processo teorico su rischi, normativa, dispositivi e procedure;
- addestramento, la parte pratica, perché solo la prova diretta dimostra la reale capacità d’uso.
L’art. 107 definisce “lavoro in quota” l’attività con rischio di caduta da oltre 2 metri; l’art. 115 disciplina i sistemi di arresto caduta. Per questo motivo il corso lavori in quota e il corso DPI 3ª categoria si erogano quasi sempre insieme.
Corso lavori in quota: contenuti obbligatori
Il corso è strutturato su tre blocchi, e nessuno sostituisce gli altri.
Modulo teorico
- Normativa di riferimento (artt. 77 e 107)
- Classificazione e tipologie di DPI anticaduta (imbracature, cordini, dissipatori, retrattili, ancoraggi)
- Criteri di scelta in base a rischio e mansione
- Ispezione e manutenzione dei dispositivi
Modulo pratico
- Indossare e regolare correttamente l’imbracatura
- Individuare un punto di ancoraggio idoneo
- Collegarsi con il cordino corretto
- Controllo pre-uso e movimenti tipici della propria mansione
Prova di emergenza: il recupero dell’operatore sospeso
È il momento più delicato del corso, e il più sottovalutato. Si simula uno scenario controllato in cui un lavoratore resta sospeso dopo l’arresto di una caduta:
- Valutazione della situazione
- Comunicazione dell’emergenza
- Messa in sicurezza dell’area
- Recupero con il kit dedicato
- Gestione post-recupero (la sospensione prolungata comporta rischi fisiologici specifici)
Si svolge nel campo prove del centro di formazione o, se le strutture lo consentono, in azienda, sempre con formatori esperti in lavori in quota. Non deve mai essere solo dimostrativa: ogni lavoratore deve provare la procedura fisicamente almeno una volta.
Corso DPI 3ª categoria: chi lo deve fare?
- Tutti gli utilizzatori, anche occasionali: l’art. 77 comma 5 non fa eccezioni per la frequenza d’uso.
- I preposti, che devono anche sapere cosa controllare nel lavoro del team, non solo verificare che il DPI sia indossato.
- I coordinatori della sicurezza, che devono conoscere i contenuti minimi per richiederla e verificarla nei documenti di sicurezza.
Con quale frequenza va ripetuta la formazione?
L’aggiornamento è previsto, come riferimento generale, almeno ogni 5 anni, ma va anticipato se cambia:
- la mansione del lavoratore;
- le attrezzature o il modello di DPI;
- le procedure o il luogo di lavoro;
- il livello di rischio.
La formazione deve inoltre essere specifica per il modello in uso: cambiando marca o tipo di imbracatura, l’addestramento va ripetuto su quel modello.
Un attestato preso altrove non è automaticamente valido. Va verificato (contenuti teorici, durata, parte pratica, data) e confrontato con la mansione attuale.
Come scegliere l’ente formatore giusto?
Vi sono quattro principali requisiti da verificare e da richiedere nel momento in cui un’azienda si rivolge a un ente per essere formata sui DPI di 3ª categoria:
- formatori abilitati con esperienza specifica in lavori in quota e DPI anticaduta, non genericisti;
- un campo prove o strutture idonee per l’addestramento pratico reale, inclusa la prova di recupero;
- un programma che separa teoria, pratica e prova di emergenza, con attestato verificabile;
- la capacità di tarare la formazione sul modello di DPI realmente in uso in azienda.
Il ruolo di Mico Antinfortunistica
Mico Antinfortunistica non eroga corsi di formazione DPI di 3ª categoria: l’addestramento resta affidato a enti esterni qualificati, secondo i criteri finora descritti.
Il valore di Mico sta a monte: scegliere il dispositivo più adatto al rischio e alla mansione, e reperire la documentazione tecnica di riferimento. Aiutiamo inoltre i clienti a distinguere tra informazione, formazione e addestramento, per arrivare preparati al dialogo con l’ente formatore.
Due esempi dal catalogo:
- Imbracatura Kratos Ximo a due punti di ancoraggio, con QR code per accesso a certificazione, scheda tecnica e registro ispezioni.
- Retrattile Kratos Helixon da 10 metri con assorbitore, per interventi in orizzontale su tetti inclinati o piani.
Ogni scheda prodotto del catalogo DPI anticaduta include la documentazione tecnica completa.
FAQ: le domande frequenti
Sì. L’addestramento per i DPI di terza categoria è sempre indispensabile (art. 77, comma 5, D.Lgs. 81/08), indipendentemente dalla frequenza con cui il dispositivo viene utilizzato.
No, è solo il punto di partenza. Bisogna verificare che sappia scegliere un punto di ancoraggio idoneo, collegarsi con il cordino corretto, controllare il DPI prima dell’uso e gestire un’emergenza.
Sì, se opera in quota lo segue come gli altri lavoratori. In più, per il suo ruolo di vigilanza, deve sapere cosa controllare nel lavoro del team, e non limitarsi a verificare che i DPI siano indossati.
Come riferimento generale, ogni 5 anni, ma va anticipato in caso di cambio mansione, nuove attrezzature o modelli di DPI, nuove procedure o variazione del livello di rischio.
Dipende. Va verificato nel dettaglio (contenuti teorici, durata, parte pratica, data) e confrontato con la mansione e i dispositivi attualmente in uso.
No. Mico supporta nella scelta dei DPI anticaduta più adatti e nella relativa documentazione tecnica; l’addestramento pratico viene erogato da enti di formazione esterni qualificati, da scegliere seguendo i criteri indicati in questa guida.
Pronto a metterti in regola?
Capire quale formazione serve, scegliere i DPI giusti e conservare la documentazione corretta richiede un metodo, non un acquisto isolato

